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	<title>rottame &#187; giornalismo sportivo</title>
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	<description>Pensieri di un uomo fuori forma</description>
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		<title>Su Pessotto, la RAI e l&#8217;informazione alla Barbara D&#8217;Urso</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2014 09:10:20 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fra le <strong>notizie di apertura del TG1</strong>, la testata un tempo ammiraglia dell&#8217;informazione in Italia e ormai ridotta a bolso e obsoleto contenitore di veline per pensionati amanti del brontolìo (ma che non disdegnano ogni tanto pure qualche semidimenticata tetta), ieri è stato inserito un servizio su un episodio di una gravità assoluta accaduto a margine di una partita di calcio. A Torino, gli “ultrà” dell&#8217;omonima squadra hanno insultato Gianluca <strong>Pessotto</strong>, dirigente della Juventus, dicendo “Suicìdati” a un uomo che effettivamente il tragico gesto ha compiuto – senza riuscire nel pieno intento – pochi anni fa; un&#8217;autentica vergogna, e subito il cuore d&#8217;Italia, da Palermo ad Aosta, si stringeva in un coro di vibrante protesta.<span id="more-747"></span></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/-m_UgknH7G8?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Oddio, a voler essere pignoli di “servizio” forse non si può parlare, dal momento che si è trattato semplicemente di mandare in onda il video realizzato da un cittadino presente sul luogo, senza che un tecnico Rai ci abbia messo mano in alcun modo. E nemmeno di “notizia” (&#8221;<em>informazione per lo più recente</em>&#8221;, Treccani) dal momento che lo stesso filmato circolava sul web da tre giorni (sì, era accaduto <strong>tre giorni</strong> prima), ma non infieriamo in questo modo sul TG1. Cioè sì, infieriamoci, ma per altre ragioni.</p>
<p>Nella mia modestissima carriera di giornalista ho avuto – e ancora ho – la fortuna di operare accanto ad alcuni colleghi che nutrono un rispetto profondo per la professione che svolgono; un rispetto che sfocia da una parte quasi nel <strong>timore</strong>, dall&#8217;altra quasi nell&#8217;<strong>amore</strong>. Alla materia si accostano con la delicatezza di chi maneggia barre di uranio con le pinze: è <strong>roba potente e pericolosa</strong>. Fa male vederla trattata con superficialità e leggerezza, continua a far male anche se accade ogni giorno; “fa male” nel senso che addolora, e “fa male” nel senso che crea proprio un danno, alle persone, alla società. L&#8217;insegnamento basilare instillatomi (solo con l&#8217;esempio) da questi colleghi è sempre <span style="text-decoration: underline;"><strong>la verifica delle fonti</strong></span>. “Beh, che fonti? C&#8217;è il video!”, mi si dirà, riguardo la “notizia” del tiggì. “Esticazzi”, rispondo io: c&#8217;è un filmato di 75 secondi. Ma <strong>non ci sono le due ore precedenti</strong>.</p>
<p>Rapido excursus per chi mastica poco la materia: chi ama il Toro odia la Juve e chiunque ne indossi i noncolori. Questa legge fa pochissime eccezioni; la prima che ricordano tutti è Gaetano Scirea, la seconda che viene in mente a me è Paolo Montero (forse e sotto certi aspetti). Se poi uno ha vestito la maglia del Toro e quindi si trasferisce sul lato oscuro della forza, per questi non c&#8217;è speranza; lo sa bene Angelo Ogbonna, schifato come pochi al mondo da quando ha fatto quella scelta. Eppure, anche qui, ricordo di uno – e in effetti, a memoria, uno solo – che è sfuggito alla regola, un solo uomo che è passato da qui a là garantendosi un rispetto immutato: proprio Gianluca Pessotto. Che pure dalla parte giusta del Po ha vissuto un solo anno. Alla partita per il 50° della Sciagura di Superga, quando ogni club di A mandò due tesserati a giocare contro il Toro, la Maratona fischiò lo juventino Baggio, ma concesse applausi e saluti a quell&#8217;umile terzino. Precisazione dovuta.</p>
<p>Seconda precisazione: conosco Pessotto. E caso vuole che abbia avuto modo di creare un rapporto non in quanto giornalista sportivo, ma nella mia precedente vita professionale, quella di educatore. Era il 2003 quando venne – senza alcun tipo di pubblicità, probabilmente non lo disse a nessuno – a trovare i ragazzi della comunità in cui lavoravo; adolescenti percossi brutalmente dalla vita, in mezzo ai quali lui si calò quasi senza farsi notare, passando una giornata a chiacchierare con loro, pochissimo di calcio, sorridendo e facendo sorridere; la cosa si ripeté altre due o tre volte, doveva esserci un suo collega ad accompagnarlo ma poi si ritrovava sempre da solo. Ma non mancava; <strong>la persona è questa</strong>, e nemmeno i lunghi anni a entrare e uscire dai cancelli di Mordor l&#8217;avevano trasformato in orco, lasciandolo invece quella sorta di hobbit benevolo che era sempre stato.</p>
<p><strong>Purtroppo il settore giovanile della Juventus non viene gestito interamente da lui</strong>, di certo non sotto l&#8217;aspetto educativo dei ragazzi che lì crescono; altrimenti, quando rimontarono al 90&#8242; da 0-2 a 2-2 il derby dello scorso anno (una partita trionfale per lo sport, senza tensioni di sorta ad offrire attenuanti), quei giovani atleti avrebbero festeggiato alzando le braccia al cielo o abbracciandosi l&#8217;un l&#8217;altro, non così:<br />
<a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/12/gobbi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-748" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/12/gobbi.jpg" alt="gobbi" width="550" height="384" /></a></p>
<p>Non è più grave quando sono loro “che dovrebbero dare l&#8217;esempio” (cit. vecchio trombone qualsiasi), <strong>in campo</strong>, ad assumere questi atteggiamenti, rispetto a quando lo fanno dei tifosi sugli spalti? <strong>Non sarebbe stato un servizio efficacissimo per il TG1</strong>, quello sui rampanti virgulti che già a quest&#8217;età si comportano in questo modo e quindi figuriamoci quando saranno grandi e miliardari cosa dobbiamo aspettarci e allora poi signora mia non dobbiamo stupirci se gli ultrà etc etc? Un peccato non ci abbiano pensato (p.s.: per la cronaca, nel recupero comunque vinse il Toro 3 a 2). Ma magari è un saluto tradizionale di quel popolo, visto che <a title="Piero Fassino contestato duramente dai tifosi del Toro al Filadelfia risponde con il gesto del dito medio – video" href="http://www.quotidianopiemontese.it/2014/05/05/piero-fassino-proposto-de-benedetti-come-candidato-presidente-repubblica-contestato-duramente-dai-tifosi-toro-filadelfia/" target="_blank">anche Piero Fassino lo rivolse alla medesima gente.</a></p>
<p>La stracittadina di sabato, invece, è stata caratterizzata da molto nervosismo, fin dal fischio d&#8217;inizio. Capita, in molte partite e in particolare nel derby; nulla di insolito. Ma <strong>poi succede qualcosa di grave</strong>. Inciso per gli occasionali: le gare dei settori giovanili sono da sempre seguite con grande passione da parte del pubblico di fede torinista, molto meno dai rivali bianconeri; i granata si presentano in massa a seguire i ragazzi, e le tribune – sia in casa dell&#8217;una che dell&#8217;altra – sono normalmente per almeno ¾ riempite dai primi. Cos&#8217;è accaduto, dunque? <strong>No, non parlo degli insulti a Pessotto</strong>: sto andando alla fonte, appunto. Accade che <strong>i giocatori della Juventus</strong>, alla fine di un match tirato che vincono per 1 a 0, trovino un nuovo modo curioso di gioire: <strong>accorrono sotto il settore occupato dai sostenitori del Torino, sbeffeggiando i tifosi</strong>.</p>
<p>Personalmente,<strong> vedere dei 17/18enni che si comportano in questo modo fa salire il sangue al cervello</strong>. Non da <em>tifoso</em>: da <em>genitore</em>. Improvvisamente mi trovo vicino col cuore all&#8217;ascoltatore medio del tiggì, che questi giovini di oggi san mica più cos&#8217;è l&#8217;educasione. Comunque sia: gestacci, esultanze teatrali, prese per i fondelli verso il pubblico pagante; quest&#8217;ultimo si incazza com&#8217;é normale che sia, qualcuno pensa anche di scavalcare la recinzione per testare la resistenza di tanta spavalderia in assenza di cancellata metallica, ma ha ancora la forza d&#8217;animo e il <strong>buonsenso</strong> di desistere. I giocatori del Toro pure tracimano rabbia verso gli strafottenti colleghi e <strong>si accende il parapiglia</strong>, i dirigenti di casa cercano di far capire come ci si comporta (nel video dello scandalo si vede e si sente – minuto 00:17 – Moreno Longo che con fare paterno accompagna fuori il bianconero Soumah dicendogli “<strong>Devi però imparare ancora tante cose&#8230;</strong>”, un passaggio che i tecnici Rai hanno scordato – e mica possono fare tutto loro), quelli juventini si affrettano a far sì che tutti lascino il campo, mentre a un gruppetto di tifosi di casa, sfottuti senza vergogna dai ragazzini che pure li avevano sconfitti, non resta che lanciare impotenti gli ultimi vagiti della propria rabbia verso il campo ormai quasi deserto.</p>
<p>In quel momento, però, <strong>mentre tutti accelerano il passo per chiudere un pomeriggio non edificante, ecco che il più mite ed educato dei dirigenti della Juventus commette un grossolano errore</strong>. Pessotto è quella persona prima descritta, ma a tutti può capitare un attimo sballato, un nervo che non si riesce a coprire in tempo, una parola di troppo nel momento più sbagliato; succede a lui. A lui, che passando davanti al manipolo frustrato dei granata, pur con tutta l&#8217;esperienza di stadio che ha <strong>si gira verso di loro (che non se lo filavano) e li zittisce: “Ma piantatela!”, per poi rincarare, diretto a uno in particolare: “Piantala&#8230;piantala&#8230;!”</strong>. Non servivano certo ulteriori scintille a chi aveva subito il danno e la beffa, e ovviamente Pessotto a quel punto viene ricoperto di insulti, l&#8217;istinto porta a un iniziale “vaffanculo merda”, per poi circostanziare con maggior lucidità la <strong>cattiveria</strong> verso gli elementi offerti dal soggetto in questione: il tentato suicidio del 2006, e quindi “devi morire”, “buttati”, e appunto “suicidati”.</p>
<p>Il tutto gridato da quei tre, quattro (esageriamo? Dieci) da lui inopportunamente zittiti. Sbagliato? Certo. Brutto? Molto. Censurabile? Ma sì, bisogna pure rispondere? <strong>Disdicevole</strong>.</p>
<p>Ma <strong>a me interessa altro</strong>. <strong>Come possiamo definire invece l&#8217;informazione Rai sull&#8217;accaduto?</strong> Parziale? Lacunosa? Fuorviante? Sicuramente buonista. Ma il marcio, così come a Venaria non era solo da parte granata, anche nell&#8217;esposizione giornalistica dell&#8217;episodio non sta solo in viale Mazzini. Non si contano, infatti, le testate (tv, web, e quant&#8217;altro, blog compresi) che hanno rilanciato la facile “vergogna!”. Non se ne trova invece <strong><span style="text-decoration: underline;">nessuna</span> </strong>che offra la ricostruzione completa dell&#8217;accaduto. <strong>Non si tratta di offrire chiavi di lettura diverse, o di proporre interpretazioni alternative</strong> (quello lo farò io – e lo annuncio – in chiusura); <strong>si tratta di <span style="text-decoration: underline;">raccontare tutto</span></strong>. Il minimo comun denominatore della professione, cribbio.</p>
<p>Per finire, dunque: la notizia, <strong>quand&#8217;anche fosse stata trattata correttamente, meritava i titoli di apertura del TG1 e più in generale la enorme eco generata sui media italiani?</strong> Non voglio rispondere, già stasera su Twitter sentivo argomentare in risposta a qualche mia osservazione che “succederanno anche cose più gravi ma non è il caso di fare classifiche, e comunque non renderebbero meno grave l&#8217;episodio”. Vero, sono d&#8217;accordo; bando al benaltrismo, sempre. Ma <strong>penso che invece una scala di valutazione sarebbe opportuno che una redazione giornalistica l&#8217;avesse</strong>, al proprio interno, e anche piuttosto chiara. Una policy. Perchè se<strong> 5 persone</strong> (non si minimizza in nessun modo: tante sono, visto che “c&#8217;è il video!” basta contarle) che commettono questo fatto assolutamente inaudito nel panorama calcistico internazionale (ben 34 secondi di improperi) meritano i titoli di apertura, allora uno stadio gremito da 40000 individui che espone uno striscione di 55 metri che insulta la memoria e le famiglie di 32 morti (“bla bla etc etc, <em>&#8230;solo uno schianto</em>”) richiede un&#8217;<strong>edizione straordinaria</strong>. Ma non ricordo sia avvenuto.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-749 size-medium" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/12/Toro-300x225.jpg" alt="Toro" width="300" height="225" />Non ricordo<strong> nemmeno un titolo d&#8217;apertura</strong> per ben tre altri grandi striscioni in una volta sola (mica poco!), solo un anno fa, stesso oggetto (“<em>Quando volo penso al Toro</em>”, con tanto di bel disegno artistico di <strong>un aereo che precipita</strong>); neanche ho visto un <strong>servizio</strong> per “<em>Granata lebbrosi solo Superga vi ha reso famosi</em>”. Neppure ricordo un Francesco Giorgino qualsiasi dire <strong>anche solo due parole</strong> su “<em>Superga e Baretti due schianti perfetti</em>”, sputando così anche sulla tomba di un vostro collega, e innumerevoli altri. Non è benaltrismo, è voglia di comprendere certe scelte. Mi pare di non aver visto manco un&#8217;agenzia quando, pochi mesi fa, la <strong>lapide</strong> eretta laddove perse la vita il giovane Gigi Meroni venne sfregiata con un “Forza Juve” (alla viglia del derby); io mi indignai parecchio, sì, ma<strong> forse la mia scala morale è tarata male</strong>. Già, sì, anche la lapide dei caduti alla stessa Superga fu<strong> imbrattata e offesa</strong>; ricordate quel giorno il toccante editoriale di Giovanni Orfeo? No? Stranamente neanch&#8217;io.</p>
<p>Un&#8217;indecenza non rende buona un&#8217;altra indecenza, ci mancherebbe. E infatti, solo di giornalismo mi limito a parlare, non do giudizi altri. Faccio presente però ancora a mamma Rai che, <strong>anche solo restando al buon Pessotto, si registrano infiniti e purtroppo continui episodi analoghi ma su scala ben più grande</strong>, quasi ogni domenica negli stadi! Non 5 tifosi peraltro provocati direttamente, ma intere curve. Personalmente, ricordo in maniera distinta il pubblico di Parma intonare cori sull&#8217;auto di Bettega dove cadde l&#8217;ex giocatore quando si tuffò dal tetto; quelli del Milan, Bologna, addirittura con striscioni dedicati; quelli dell&#8217;Inter, e questo solo per limitarmi a quanto visto di persona negli stadi che ho girato. Non ho visto niente in Rai, e niente in rete. Ma&#8230;un momento:<strong> la Rai è la stessa che ieri l&#8217;altro a commentare Juventus-Napoli aveva come ospite in studio <em><span style="text-decoration: underline;">Luciano Moggi</span></em>?</strong> &#8230;Benissimo. Prendo la mia scaletta morale, la faccio a pezzi e la butto nella stufa, ché fa un freddo cane.</p>
<p><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/12/striscioni-contro-pessotto-milan-parma-bologna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-750" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/12/striscioni-contro-pessotto-milan-parma-bologna.jpg" alt="striscioni contro pessotto - milan, parma, bologna" width="729" height="526" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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