<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>rottame &#187; anarh split</title>
	<atom:link href="https://rotta.me/tag/anarh-split/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://rotta.me</link>
	<description>Pensieri di un uomo fuori forma</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Apr 2021 21:41:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=4.2.2</generator>
	<item>
		<title>Rnk Split: con una Storia così, almeno non chiamatela &#8221;seconda squadra&#8221;</title>
		<link>https://rotta.me/rnk-split-una-storia-incredibile/</link>
		<comments>https://rotta.me/rnk-split-una-storia-incredibile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2014 15:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Oppi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il resto]]></category>
		<category><![CDATA[anarh split]]></category>
		<category><![CDATA[rnk spalato]]></category>
		<category><![CDATA[rnk split]]></category>
		<category><![CDATA[spalato]]></category>
		<category><![CDATA[split]]></category>
		<category><![CDATA[split-torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://rotta.me/?p=709</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dodici anni ci sono voluti per liberare le narici dal pur paradisiaco odore di bagnacaoda (e dall&#8217;assai meno gradevole puzzo che da Vinovo e Venaria ci stringe nella soffocante morsa dei vicini di casa) e tornare ad annusare un&#8217;aria internazionale, europea; dodici anni, e tanta attesa ci ha per lo meno tributato la cortesia di [&#8230;]</p>
<p>Se ti è piaciuto questo articolo, <a href="mailto:me@francescamarano" target="_blank">fammelo sapere e iscriviti alla <a href="http://eepurl.com/OZ-Iz" target="_balnk">newsletter</a> per ricevere lettere d'amore, sconti e contenuti extra.<br />
Grazie</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Dodici anni</strong> ci sono voluti per liberare le narici dal pur paradisiaco odore di bagnacaoda (e dall&#8217;assai meno gradevole puzzo che da Vinovo e Venaria ci stringe nella soffocante morsa dei vicini di casa) e tornare ad annusare un&#8217;aria internazionale, europea; dodici anni, e tanta attesa ci ha per lo meno tributato la cortesia di farci trovare, sulla nostra strada, due avversarie non comuni. Brommapojkarna IF e RNK Split non saranno nomi onusti di glorie, ché quelli magari (sgraat) li incroceremo più avanti, nei prossimi mesi; ma decisamente non sono due società come tutte le altre.<span id="more-709"></span></p>
<div id="attachment_710" style="width: 266px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/5145743813cf5712c0e38fa3d7039727-59048-1379257924.jpeg"><img class=" wp-image-710" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/5145743813cf5712c0e38fa3d7039727-59048-1379257924.jpeg" alt="Il suddetto simpaticone" width="256" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">Il suddetto simpaticone</p></div>
<p style="text-align: left;">Degli svedesi <a title="CHI SONO I RAGAZZI DI BROMMA E PERCHÈ NON SONO TIPI QUALUNQUE" href="http://rotta.me/brommapojkarna-presentazione/" target="_blank">si è già detto prima di incontrarli</a>, e pure lo Split qualcosa in comune con loro ce l&#8217;ha: il fatto di essere sopra ogni cosa una <em>scuola</em>. <strong>Prima di tutto un grande vivaio</strong>, poi una società di professionisti. Ultima stellina in ordine di tempo uscita dall&#8217;accademia spalatina: <strong>Ante Rebić</strong>, nazionale croato reduce dai Mondiali, quel simpaticone che all&#8217;ultima di campionato, con la maglia della Fiorentina, segnò un gol e si impegnò come un pazzo per impedirci di essere qui oggi a incontrare la squadra che l&#8217;ha cresciuto.<br />
I giovani sono la sua linfa da sempre, insieme alla rabbia che scorre nelle vene; sintetizzare un po&#8217; della storia unica di questa realtà, con l&#8217;aiuto dello splendido collega Kramarnic, vale la pena. Leggete, se vi piace il calcio che si intreccia con la Storia e gli uomini.</p>
<div id="attachment_712" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/800px-Anarh.jpg"><img class="wp-image-712 size-medium" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/800px-Anarh-300x192.jpg" alt="La prima formazione. Se vi sembrano adolescenti, è perchè lo sono" width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">La prima formazione. Non sembrano adolescenti, lo sono</p></div>
<p style="text-align: left;">Nel 1906, proprio mentre sotto la Mole nasceva una certa squadra, lì era tutta campagna, ma specialmente era tutto impero austro-ungarico. Un gruppo di ragazzi spalatini che studia a Praga scopre qui il gioco del pallone e se ne innamora. Sono giovani uniti da un ideale comune: l&#8217;<strong>anarchia</strong>. Proprio per questo non interessa loro assegnare alla squadra che creano i crismi dell&#8217;ufficialità. Tutto cambia dopo che, quando erano già rientrati in città, viene invece fondato l&#8217;<strong>Hajduk</strong>; “quelli lì” non suscitano nei nostri amici una particolare simpatia, e i ragazzi capiscono che, se vogliono provare a sfidarli, devono fondare ufficialmente il proprio club. Lo farebbero l&#8217;indomani, se potessero, ma la burocrazia non sembra volerli agevolare troppo; sarà forse perchè il nome che vogliono registrare per la società, “<em><strong>Anarh</strong></em>”, non fa impazzire di gioia le segreterie imperiali? Dico forse, eh.</p>
<p style="text-align: left;">Ci mettono <strong>un anno a completare la pratiche</strong>, ma – approfittando di un grande sciopero degli studenti – ce la fanno. Il primo presidente, Šimun <strong>Rosandić</strong>, ha <strong>18 anni</strong>. Tutt&#8217;ora è conservato il foglio su cui scrisse le motivazioni per la fondazione del club:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Noi alunni della Scuola Artigianale abbiamo deciso di fondare un club calcistico. Giochiamo per diletto, ma anche in segno di protesta contro ogni male. Il nome l&#8217;abbiamo scelto perchè ci pareva il migliore, perchè racchiude in sé anche qualcos&#8217;altro; cosa? Ebbene, almeno a questo ci pensino gli altri!</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Fantastico. Vergato con tutta evidenza da ragazzi giovani, molto ironico, modernissimo.</p>
<div id="attachment_713" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/Split_30-ih_godina.jpg"><img class="size-medium wp-image-713" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/Split_30-ih_godina-300x170.jpg" alt="La prima maglia: colore, nero anarchia" width="300" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">La prima maglia: colore, nero anarchia</p></div>
<p style="text-align: left;">Le altre società però iniziano a far loro terra bruciata intorno. Non accettano di giocare con loro, che sono invisi al regime. Ma tanto, tempo due anni e tutto viene bruciato dalla Guerra.<br />
Quando finiscono di cadere le bombe, il mondo non è più lo stesso. Non sono più gli stessi gli uomini e le loro <strong>istanze</strong>; si affievolisce la fiaccola dell&#8217;anarchia, la popolazione che gravita intorno all&#8217;Anarh ormai <strong>si identifica sempre più col movimento operaio</strong>, e tutti i soci non vogliono solo fare calcio ma promulgare le comuni idee. Non sono più gli stessi i Balcani, dove nasce una nuova Nazione dal nome facile-facile: “<strong>Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni</strong>”. Succede che intanto la prima partita dell&#8217;Anarh, avversaria l&#8217;Hajduk, non vada benissimo: 11 a 0. Ci credereste, però, che quella dopo va anche peggio?</p>
<p style="text-align: left;">Siamo nel 1919, gli avversari di sempre si portano in vantaggio, i “<strong><em>rossi</em></strong>” (ormai li chiamano tutti così, e non solo per il colore della divisa) pareggiano ma l&#8217;arbitro annulla per un <strong>fuorigioco</strong> che nemmeno i difensori avevano chiesto o visto, seguono altri episodi dubbi finchè i giocatori dell&#8217;Anarh, supportati in questo dal proprio rumoreggiante pubblico, decidono addirittura di <strong>abbandonare il campo</strong>. Ora sono quelli dell&#8217;Hajduk a protestare: rissa, botte da orbi in ogni parte del campo, i <strong><em>Crveni đavoli</em></strong> (&#8220;Diavoli Rossi&#8221;, i tifosi dello Spalato) iniziano a partecipare, a un certo punto la situazione sembra risolversi con una soluzione che solo qui potrebbe funzionare: <strong>nel bel mezzo del campo viene indetto un comizio politico</strong> per il quale magicamente tutti si fermano. Poi, proprio le parole dette dall&#8217;improvvisato palco non piacciono a tutti e danno il “la” ad altri pugni in faccia, fino all&#8217;<strong>intervento della polizia</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">La partita non verrà mai conclusa,<strong> la dirigenza viene convocata dal capo delle forze dell&#8217;ordine croate</strong> il quale la accusa di voler fare politica e non sport, e chiede lo scioglimento della società. Rissa in commissariato (stavolta solo verbale), che si chiude alla fine con una decisione diversa: “<em>Dovete cambiare quel vostro nome</em>”. L&#8217;Anarh manda giù il rospo, e siccome con i nomi ci sa fare, si chiamerà “<em><strong>Jug</strong></em>”, come suggerimento alla politica perchè pensi magari a chiamare “<em>Jugoslavia</em>” il nuovo Paese, anziché usare il pur agevolissimo (!) “Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni”. Nel giro di pochi anni, per la cronaca, il suggerimento verrà ascoltato.</p>
<div id="attachment_717" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/split.jpg"><img class="wp-image-717 size-full" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/split.jpg" alt="Gallery dell'evoluzione dei loghi ufficiali dello Split" width="862" height="158" /></a><p class="wp-caption-text">Gallery dell&#8217;evoluzione dei loghi ufficiali dello Split</p></div>
<p style="text-align: left;">Intanto la nuova-vecchia società si riorganizza per bene, e per la prima volta trova anche una vera sede societaria; nella Casa degli Operai,<em> ça va sans dire</em>. Il primo torneo regionale viene vinto dallo Jug davanti ai rivali cittadini, bomber è un dalmata italiano: Tomo Madirazza. Seguiranno 11 campionati regionali consecutivamente vinti dall&#8217;Hajduk, con lo Jug quasi sempre secondo, ma le cose per lo meno sembravano finalmente tranquille. Senonché, prendeva sempre più piede in alcuni ambienti un certo<strong> sentimento anti-comunista</strong>. Sentimento che serpeggiò per le strade, fino a concentrarsi proprio sullo Jug; alle <strong>persecuzioni giudiziarie</strong> fecero seguito violenze vere e proprie, fino alla<strong> drammatica nottata del 20 luglio 1921, quando la storica sede di via Plinarska venne data alle fiamme. Non si salvò nulla</strong>, e la polizia stette a guardare senza intervenire.</p>
<p style="text-align: left;">A questo, fecero seguiti <strong>divieti di lavoro</strong> per i dirigenti e altre vessazioni. Dopo aver ucciso lo Jug, volevano assicurarsi che le ceneri fossero del tutto spente.<br />
Invece, incredibilmente, la creatura <span style="text-decoration: underline;">non era morta</span>.</p>
<p style="text-align: left;">Chi rimase cercò di fondersi con lo Slavija, ma glielo impedirono; alla fine lo fecero con lo Split, squadra di studenti: ma anche questa venne martoriata di provvedimenti, sconfitte a tavolino e quant&#8217;altro, fino al manifesto <strong>divieto di partecipare a qualsiasi competizione</strong>. Allora dirigenti e giocatori emigrarono nel Borac, che per un paio d&#8217;anni <strong>vinse tutte le partite tranne quelle con l&#8217;Hajduk, le quali finivano regolarmente 0-3 all&#8217;andata e al ritorno. Non sul campo, ma a tavolino</strong>: c&#8217;era sempre una qualche cervellotica irregolarità che determinava questo risultato. Anche le altre società cittadine (dal Dalmacija allo Hašk) pian piano non ne poterono più: nel 1928, l&#8217;Hajduk vinse il campionato perchè&#8230;era l&#8217;<em>unica partecipante</em>!</p>
<div id="attachment_714" style="width: 256px" class="wp-caption alignright"><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/sloveni.jpg"><img class="size-full wp-image-714" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/sloveni.jpg" alt="Gli slavi alla Guerra di Spagna" width="246" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Gli slavi alla Guerra di Spagna</p></div>
<p style="text-align: left;">Alla fine, gli oppositori degli egemoni cittadini e regionali si riorganizzarono, in un nuovo <strong>Split</strong>. Che subì nuove ingiustizie: vennero cambiate in corsa le regole dopo che <strong>per la prima volta si erano qualificati al Campionato Nazionale, nel 1933</strong>. Delusione troppo grande da smaltire, <strong>alcuni giocatori lasciano il calcio e si arruolando volontari in Spagna per combattere contro i franchisti</strong>. Tra quelli che rimangono, <strong>in sei chiedono per la prima volta un compenso</strong>, “<em>come tutti</em>”; la risposta: “<em>Noi siamo socialisti!</em>”, <strong>espulsi</strong> dal club. Un club che nel 1939 trova per la <strong>seconda volta</strong> la qualificazione al Nazionale. Ma non parteciperà mai al campionato, perchè in quei mesi la Jugoslavia e il mondo intero avevano altro a cui pensare. E i dirigenti dello Spalato pensarono che quel che stava accadendo era<strong> troppo serio</strong> per il semplice calcio: <strong>unici al mondo, sciolsero volontariamente il club</strong>. L&#8217;Hajduk, tanto per fare un esempio, non smise mai di giocare.</p>
<div id="attachment_715" style="width: 156px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/Tito.jpg"><img class="wp-image-715 size-full" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/Tito.jpg" alt="Tito" width="146" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Josip Broz aka Tito</p></div>
<p style="text-align: left;">Tutti i dirigenti e i calciatori dello Split si unirono ai partigiani di Tito (senza peraltro esservi amici, nè prima nè dopo). <strong>Tutti</strong>.<br />
Fra i non moltissimi che tornarono quando fu firmata la pace, subito si volle fare rinascere la società, che abbandonò pure i dissapori con l&#8217;Hajduk diventandone amica. <strong>Nel 1957 arriverà la tanto sospirata promozione in prima serie</strong>, tre anni dopo ecco la seconda, con i rossi che erano veramente <strong>dei dilettanti in mezzo ai professionisti</strong>. Ma entrambe furono apparizioni brevi con retrocessioni amare dal retrogusto di <em>pastetta</em>: nel primo caso scesero per differenza reti con l&#8217;avversaria di turno che all&#8217;ultima di campionato avrebbe dovuto farne 4 e – guarda un po&#8217; – li fece, mentre nel 1961 ci fu un biscotto per mandarlì giù di un solo punto.</p>
<p style="text-align: left;">La società si demoralizzò per questi avvenimenti, le cose andarono di male in peggio: a inizio anni &#8217;70 finì in terza serie, mentre nel 1981 conobbe perfino l&#8217;<strong>umiliante retrocessione in quarta</strong>. Tornata in seconda, nel &#8217;91 alla nascita del campionato croato – dopo l&#8217;indipendenza dichiarata dal Paese – avrebbe dovuto iniziare nella Serie A della ritrovata patria post-jugoslava, secondo il piazzamento della stagione precedente, ma considerazioni geo-politiche fecero decidere la nuova federazione per un&#8217;altra società (l&#8217;Istra): <strong>ennesima ingiustizia per i rossi</strong>, che di nuovo rotolarono in basso, fino a toccare il fondo: sarebbe a dire, <strong>fino alla quarta serie croata</strong>. Poi, nel <strong>2006</strong>, mentre il Toro risorgeva dalle proprie ceneri, altrettanto faceva lo Spalato, che sfiorava la promozione e la centrava l&#8217;anno dopo.</p>
<p style="text-align: left;">Stagione 2007/2008: vittoria del campionato di quarta serie; 2008/2009: vittoria del campionato di terza serie; 2009/2010: vittoria del campionato di seconda serie e prima volta nella Serie A croata. E che esordio: stavolta niente retrocessione, anzi,<strong> terzo posto</strong>, a soli due punti dall&#8217;Hajduk!, e qualificazione ai preliminari di Europa League! Un sogno a occhi aperti, interrotto solo al terzo turno contro il Fulham. Nell&#8217;anno del centenario, lo Split arriva quarto, l&#8217;anno dopo quinto ma con un risultato da orgasmo: <strong>pari punti in classifica con l&#8217;Hajduk</strong>. Siccome però una è quella baciata dalla dea bendata e l&#8217;altra da quella che ci vede benissimo, in coppa ci vanno i cugini ricchi per appena 2 gol di differenza reti.</p>
<div id="attachment_716" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/split_fulham23-280711.jpg"><img class="size-medium wp-image-716" src="http://rotta.me/wp-content/uploads/2014/08/split_fulham23-280711-300x188.jpg" alt="Split-Fulham" width="300" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">Split-Fulham</p></div>
<p style="text-align: left;">E oggi, ecco di nuovo in EL la società rossa guidata dai fratelli Žužul (presidente e vicepresidente), che nella storia ha formato calciatori e allenatori diventati grandi altrove (come i più grandi di sempre della Croazia, Tomislav Ivić e Mirko Jozić) e che nella sua vita <strong>si è presa tanti di quegli sganassoni in faccia da fare quasi invidia perfino al Toro</strong>. Ma è ancora viva e scalciante, anzi sta conoscendo il momento migliore dei suoi 102 (o 108) anni: i rossi sono consapevoli di chi sono e da dove vengono, ma sono esaltati come non mai. Hanno superato tre turni, in squadra hanno alcuni ottimi giocatori, nazionali o ex nazionali croati come Mate Bilić (che molti ricorderanno bomber e bandiera dello Sporting Gijòn), come Dujmović o come capitan Križanac, che la Coppa l&#8217;ha perfino <strong>già vinta</strong>, con lo Zenit.</p>
<p style="text-align: left;">Lo Spalato sa di trovarsi di fronte il Toro, noi dovremmo sapere di trovarci di fronte a<strong> qualcuno per cui &#8220;<span style="text-decoration: underline;">bombe e sangue</span>&#8221; non è solo una canzoncina</strong>, ma l&#8217;elemento principale della propria storia. La curva coi suoi Crveni đavoli farà (lo dice il nome) un tifo indiavolato, ma alla fine sono <strong>tifosi abbastanza nonviolenti</strong>. (Oggi; una volta, nel 1938, giocatori e dirigenti dello Slavija furono praticamente <strong>lapidati</strong> dai sassi lanciati dai rossi). Sul campo, si diceva dei buoni giocatori ma certo non sono il Bayern (ieri han preso 3 pere dal Rijeka, e soprattutto non hanno impensierito mai una difesa guidata da Dario <strong>Knezevic</strong> – sì, proprio l&#8217;uomo del <em>derby di mercato</em>), ma nemmeno sono i ragazzi di Bromma. Se il Toro fa il Toro, impegnandosi come di norma fa, non avrà problemi. E, a partire dal giorno dopo, saremo perfino autorizzati – se vorremo – a <strong>fare il tifo per il piccolo Split</strong>, ricordandoci che “<em>seconda squadra della città</em>” è un&#8217;espressione che a noi granata proprio <span style="text-decoration: underline;">non</span> dovrebbe piacere.</p>
<p style="text-align: left;">
<p>Se ti è piaciuto questo articolo, <a href="mailto:me@francescamarano" target="_blank">fammelo sapere e iscriviti alla <a href="http://eepurl.com/OZ-Iz" target="_balnk">newsletter</a> per ricevere lettere d'amore, sconti e contenuti extra.<br />
Grazie</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://rotta.me/rnk-split-una-storia-incredibile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
